Molte cariche statali e locali si distinguono negativamente in un momento di coesione nazionale!
Da Athenaeum Anno V, numero 2 Di Marco Cecili
Il diciasette marzo anziché rappresentare l’anniversario dell’Unità d’Italia sta diventando un motivo di divisione.
Sullo scorso numero avevamo inserito l’annuncio che quest’anno avremmo avuto una Festa Nazionale in più (secondo le disposizioni del Consiglio dei Ministri e del Comitato dei Festeggiamenti per l’Unità), ma le proteste non si sono fatte attendere. La Lega Nord, come da copione, ha subito proposto di lavorare pur mantenendo la Festa. Il motivo di questa stranezza è la crisi: non possiamo far rimanere un giorno chiuse le fabbriche e gli uffici; i datori di lavoro e lo Stato avrebbero un danno enorme, ma sotto questo “nobile” pensiero si nasconde l’avversione che il partito di Bossi nutre per questa data, “troppo italiana” per loro. A dar manforte alla Lega ci ha pensato anche Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, supportando, appunto, la tesi della crisi. Forse la presidentessa dovrebbe lavorare per rafforzare il sindacato che presiede (dopo lo scontro con la FIAT) e aiutare a trovare una soluzione alla difficile congiuntura economica. Il 17 marzo non porterà le aziende a fallire o ad avere ingenti danni, poiché si compenserà con altre feste Nazionali che saranno assorbite o da altri giorni di festa (il 25 aprile cadrà il giorno dopo la Pasqua) o dalle domeniche (come il 1 maggio).Quindi gli imprenditori risparmieranno su retribuzioni che avrebbero dovuto dare per quei giorni di festa. Molti sono poi preoccupati dal possibile ponte che potrebbe crearsi (essendo il 17 marzo di giovedì), ma questa decisione è lasciata all’autonomia delle aziende, e saranno loro a dover combattere gli eventuali “furbi”. Read the rest of this entry »





