Il Liceo Leoniano e la S. M. Bonifacio VIII ricordano i 150 anni dell'Unità d'Italia

Molte cariche statali e locali si distinguono negativamente in un momento di coesione nazionale!

Da Athenaeum Anno V, numero 2
Di Marco Cecili

Il diciasette marzo anziché rappresentare l’anniversario dell’Unità d’Italia sta diventando un motivo di divisione.

Sullo scorso numero avevamo inserito l’annuncio che quest’anno avremmo avuto una Festa Nazionale in più (secondo le disposizioni del Consiglio dei Ministri e del Comitato dei Festeggiamenti per l’Unità), ma le proteste non si sono fatte attendere. La Lega Nord, come da copione, ha subito proposto di lavorare pur mantenendo la Festa. Il motivo di questa stranezza è la crisi: non possiamo far rimanere un giorno chiuse le fabbriche e gli uffici; i datori di lavoro e lo Stato avrebbero un danno enorme, ma sotto questo “nobile” pensiero si nasconde l’avversione che il partito di Bossi nutre per questa data, “troppo italiana” per loro. A dar manforte alla Lega ci ha pensato anche Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, supportando, appunto, la tesi della crisi. Forse la presidentessa dovrebbe lavorare per rafforzare il sindacato che presiede (dopo lo scontro con la FIAT) e aiutare a trovare una soluzione alla difficile congiuntura economica. Il 17 marzo non porterà le aziende a fallire o ad avere ingenti danni, poiché si compenserà con altre feste Nazionali che saranno assorbite o da altri giorni di festa (il 25 aprile cadrà il giorno dopo la Pasqua) o dalle domeniche (come il 1 maggio).Quindi gli imprenditori risparmieranno su retribuzioni che avrebbero dovuto dare per quei giorni di festa. Molti sono poi preoccupati dal possibile ponte che potrebbe crearsi (essendo il 17 marzo di giovedì), ma questa decisione è lasciata all’autonomia delle aziende, e saranno loro a dover combattere gli eventuali “furbi”. Read the rest of this entry »

Tratto da www.scuolacattolicaanagni.com
a cura di Beatrice Bottini  (IV ginnasio)

Si comincia con pasta tricolore per finire con un dolce all’italiana!

I principali colori dei piatti sono verde, bianco e rosso come la nostra bandiera.

Essa ha una storia molto lunga. Nell’autunno del 1794 due studenti dell’Università di Bologna –  Luigi Zamboni, nato a Bologna, e Giovanni Battista de Rolandis, originario di Castell’Alfero (Asti) –  unirono il bianco e il rosso, colore delle rispettive città,  al verde, colore della speranza. Read the rest of this entry »

E’ ufficiale: il 17 marzo 2011, per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, scuole e uffici resteranno chiusi. E’ stato deciso oggi in Consiglio dei Ministri e annunciato in conferenza stampa – al termine della riunione – dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta. Read the rest of this entry »

a cura di Marco Cecili
(da Athenaeum, anno V, numero I)

Entriamo ufficialmente nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.

Potrà sembrare strano, ma i personaggi che celebriamo oggi sono stati osteggiati e molto spesso condannati dall’Autorità sabauda (che è stata la promotrice dell’unificazione). La storia che più mi ha fatto riflettere è quella del più importante Eroe del Risorgimento: Giuseppe Garibaldi.

Peppino, come era chiamato, nacque a Nizza nel 1807. All’epoca Nizza faceva parte del Regno di Sardegna, ma successivamente, per accordi militari tra Cavour e Napoleone III, la città costiera fu ceduta alla Francia. Questo fatto fece infuriare Garibaldi con il Conte, e la leggenda vuole che lo stesso Peppino dicesse di esser nato italiano, ma che sarebbe morto francese. Read the rest of this entry »

Da Athenaeum anno IV numero 10 (Dicembre 2010)
Di Marco Cecili

In molte città ormai si stanno organizzando mostre per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. A ottobre Giorgio Astrei ha descritto magistralmente la visita ad una mostra che è stata organizzata a Fiuggi.

A Roma le iniziative sono veramente molte, ma io mi voglio soffermare su due.

In Estate il Senato della Repubblica ha organizzato la mostra “I padri Fondatori”,  che  raccoglie cimeli e carteggi dell’epoca risorgimentale e giornali di allora.

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Da Athenaeum Anno IV numero 9 (Novembre 2010)
Di Marco Cecili

Il Piemonte è la prima tappa di un eventuale tour dell’Italia in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità.

Recentemente ho avuto la fortuna di trovarmi per ben due volte in poche settimane nella regione dei Savoia: una volta nelle splendide langhe e un’altra nella magnifica Torino. Entrambi i luoghi sono stati fondamentali per l’inizio di quel fenomeno chiamato Risorgimento. Read the rest of this entry »

Da Athenaeum Anno IV numero 8 (Ottobre 2010)
Di Giorgio Astrei

Bandi, avvisi, grida, dispacci, proclami, autorizzazioni, giornali, prime edizioni, tutti pezzi originali esposti nella mostra “I fiori del sapere” tenutasi a Fiuggi, partendo dalla fine del ’700 percorrendo più di un secolo e mezzo di storia italiana.

Noi del III liceo accompagnati dal prof. Fruscella e dalla prof.ssa Fantini abbiamo potuto visitare l’esposizione in orario extrascolastico martedì 12 ottobre. Pubblicazioni affisse sulle mura cittadine appartenenti a quel periodo della nostra storia che purtroppo è nascosta e poco vista sui i banchi di scuola e sui libri di testo poiché “occultata” da più importanti avvenimenti europei, quali la “Rivoluzione francese”, seguita dall’ l’ascesa di Napoleone e del suo impero, per poi terminare con la Restaurazione e col Congresso di Vienna. C’è anche da dire che non si poteva ancora parlare di Italia a quel tempo, essendo la penisola ancora suddivisa in ducati, granducati e regni. A scuola si parla lo stesso però delle tre guerre di indipendenza,  Mazzini, Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II re d’Italia “per grazia di Dio e volontà della Nazione”. Tutti i documenti presenti a Fiuggi, nel vecchio deposito locomotive, appartenevano proprio a questo periodo storico.

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Il Liceo Classico “Leoniano “e la Scuola Media ” Bonifacio VIII” di Anagni ricordano con la pubblicazione di articoli, canzoni e video i 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’unione fa la forza e l’Italia l’ha capito 150 anni fa!

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